LLM2CLIP: Potente Modello Linguistico Sblocca Rappresentazione Visiva Più RiccaLLM2CLIP: Powerful Language Model Unlock Richer Visual Representation
CLIP è uno dei modelli fondamentali multimodali più importanti oggi. Cosa alimenta le capacità di CLIP? I ricchi segnali di supervisione forniti dal linguaggio naturale, il portatore della conoscenza umana, plasmano uno spazio di rappresentazione cross-modale potente. Tuttavia, con i rapidi progressi nei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) come GPT-4 e LLaMA, i confini della comprensione e generazione del linguaggio sono continuamente spinti. Questo solleva una domanda intrigante: le capacità dei LLM possono essere sfruttate per migliorare ulteriormente l'apprendimento della rappresentazione multimodale? I benefici potenziali dell'incorporazione dei LLM in CLIP sono chiari. La forte comprensione testuale dei LLM può migliorare fondamentalmente la capacità di CLIP di gestire didascalie di immagini, migliorando drasticamente la capacità di elaborare testi lunghi e complessi, una limitazione ben nota di CLIP di base. Inoltre, i LLM sono addestrati su un vasto corpus di testo, possedendo conoscenze del mondo aperto. Ciò consente loro di espandere le informazioni delle didascalie durante l'addestramento, aumentando l'efficienza del processo di apprendimento. In questo articolo, proponiamo LLM2CLIP, un nuovo approccio che abbraccia il potere dei LLM per sbloccare il potenziale di CLIP. Mediante il raffinamento del LLM nello spazio delle didascalie con l'apprendimento contrastivo, estraiamo le sue capacità testuali negli embedding di output, migliorando significativamente la discriminabilità testuale dello strato di output. Progettiamo quindi un processo di addestramento efficiente in cui il LLM raffinato agisce come un potente insegnante per l'encoder visivo di CLIP. Grazie alla presenza del LLM, possiamo ora incorporare didascalie più lunghe e complesse senza essere limitati dalla finestra di contesto e dalle limitazioni di capacità dell'encoder di testo di CLIP di base. I nostri esperimenti dimostrano che questo approccio porta miglioramenti sostanziali nelle attività cross-modal.